Bari IACP | ch2design

Bari IACP

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INA CASA, EDILIZIA AGEVOLATA, CASE POPOLARI, ZONA 167 … I quartieri dormitorio, come vengono spesso appellati, sono privi di identità, tutti omologati alle utopie che hanno caratterizzato gli anni della rinascita ma che oggi si riscoprono fallimentari, almeno sotto alcuni aspetti. Da qui riparte una possibile sfida: rivitalizzare con microinterventi il tessuto urbano, ma soprattutto restituire dignità ed abitabilità a tutte quelle periferie alla ricerca di un riscatto.

Nasce l’idea di rivalutare e svecchiare gli “ecomostri” attraverso l’inserimento di elementi innovativi, tecnologici e non privi di un certo umorismo.
L’intervento parte dalla riqualificazione energetica degli edifici residenziali promuovendo l’energia solare captata dai pannelli fotovoltaici in facciata secondo uno schema modulare che costituisce il modulo della grammatica di progetto: due pannelli fotovoltaici intervallati da un foglio di lamiera di alluminio punzonata. I fori della lamiera delineano molteplici figure (dai temi floreali ai volti umani) ma assolvono alla funzione di frangisole permettendo il passaggio della luce solare che ripropone la stessa immagine proiettandola sulla parete dell’edificio.
Questa rivisitazione del frangisole solleva tematiche complesse rievocando il concetto di pixel grafico, ovvero ciascuno degli elementi puntiformi che compongono la rappresentazione di un’immagine digitale nella memoria di un computer: la chiave di lettura va riscoperta all’interno dei rapporti del fattore di scala città -uomo; l’attenzione da porre al singolo punto (uomo) di un’immagine ben più complessa fa si che il beneficio si ripercuota positivamente sull’intera immagine (città).
La sequenza pannello-lamiera-pannello racchiusa all’intezno di un telaio scorre tra binari tassellati lungo le travi di bordo dei solai, che costituisce il collegamento a contatto secondo norme CEI. Il frangisole può scorrere lungo tutto lo sviluppo longitudinale dei balconi e delle finestre di modo che l’abitante possa decidere autonomamente il grado di illuminazione all’interno degli spazi privati, facendosi fautore della mutevolezza della facciata. La collocazione in prossimità delle aperture (finestre) o dei vuoti (balconi) fa sì che il tutto sia facilmente accessibile dall’interno degli edifici per le normali operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, facilitate dalla possibilità di aprire il telaio metallico che racchiude i tre moduli ed estrarre quello d’interesse.
L’intervento, flessibile, può essere facilmente replicabile su altri edifici; le misure della lamiera d’alluminio sono da decidersi in fase di progetto senza alcun vincolo di producibilità; i binari fissati al non gravano sulla struttura portante. La soluzione prospettata, inoltre, fa propri i principi della ecosostenibilità proponendo l’utilizzo di materiali riciclati (ed ulteriormente riciclabili) come l’alluminio (produrre 1 Kg di alluminio a partire dagli scarti costa meno di 1 kWh!) ed il cemento utilizzato per esempio nelle sedute degli spazi verdi (riciclo secondario).
Lo smaltimento dei moduli fotovoltaici si realizza secondo le moderne tecnologie che vedono il recupero del silicio (parte primaria dei pannelli) alla stessa stregua delle schede dei computer; il vetro temperato che riveste il pannello va smaltito come i normali cristalli e lo strato di EVA (Etil Vinil Acetato) smaltito come le tovaglie impermeabili di plastica.

Christian Chiatante | Diego Chiatante | Flavio Patino | Francesco Donvito